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Alberto Cavallari è nato a Bondeno, Ferrara, vive
e lavora a Modena. Negli anni '50 conosce e frequenta il pittore Ligabue, condividendo con lui l'amore per la natura, per la comune terra, la pittura, l'arte. Nel corso della sua formazione ha tenuto conto delle
istanze narrative della ricerca realistica italiana, allargando i suoi interessi
in tutte le direzioni che il suo comportamento e le sue inclinazioni sentivano
complementari alla costituzione di un proprio linguaggio, compiendo un lungo
iter costellato da numerose personali in Italia ed all'estero (Francia,
Spagna, Svezia, Inghilterra, Russia e molti altri Paesi), consentendo a
critici e giornalisti di farne cronaca e critica. Nel 1960 si trasferisce a Modena dove si dedicherà interamente alla pittura, seguendo un percorso artistico che fa di Cavallari un pittore di rara sensibilità e che va ricordato anche nella cronaca della vita dei protagonisti delle lotte contro le difficoltà della zona, con i disegni riguardanti il Delta del Po presentati nel 1974 assieme a quelli dei lager tedeschi, allestiti in un'autologia grafica presso i comuni di Modena e di Ferrara. Cavallari conserva, negli accenti rappresentativi,
un proprio realismo figurativo sopravvissuto a tanti altri concentrici movimenti
che lo interessarono, dal cubismo al Mac e presenta un singolare alfabeto
fatto di sensibilità introspettiva e amalgama decorativo,
ricavando un felice rapporto fra il visibile e l'intuitivo, la suggestione
evocativa della luce, il profondo dei sentimenti umani, sempre presente
nelle maggiori manifestazioni collettive d'arte (più di duecento). ![]() ![]() |
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